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lunedì, 09 novembre 2009

[Gesù era una persona seria]

Daniela Santanchè ha detto che Maometto era poligamo e pedofilo. E allora? Come lo chiameremmo ai giorni nostri un cinquantenne che si sposa con una bambina di nove anni? Se volete saperne di più leggete qui.
Io non mi scandalizzo per niente su quello che ha detto la Santanchè, come invece fanno i benpensanti. Non vedo perchè bisognerebbe rispettare tutte le religioni e le correnti di pensiero allo stesso modo. Onestamente non trovo niente di onorevole nella religione fondata da un sedicente profeta con un simile background.
Andiamoci piano a paragonare Gesù a Maometto: anche se non ritengo giusto esporre simboli religiosi nelle scuole pubbliche, non si può non riconoscere che Gesù fu il più grande rivoluzionario di tutti i tempi, peccato che i suoi insegnamenti furono del tutto travisati.

 

Artemisia dixit alle ore 00:01 | link | commenti (3)
categorie: nani e ballerine


giovedì, 05 novembre 2009

[Crocifisso anticostituzionale]

Trascrivo qui il lancio Adnkronos che spiega le motivazioni con cui la Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito la rimozione del crocifisso dalle scuole.

Strasburgo, 3 nov. - (Adnkronos) - No al crocifisso nelle aule scolastiche. La Corte europea dei diritti dell'uomo con sede a Strasburgo, esaminando il ricorso presentato dalla signora Soile Lautsi, di Abano Teme, ha stabilito che l'esposizione del crocifisso in classe "e' contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla liberta' di religione". "La presenza del crocifisso, che e' impossibile non notare nelle aule scolastische - si legge nella sentenza dei giudici di Strasburgo - potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le eta' come un simbolo religioso, che avvertirebbero cosi' di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione". Tutto questo, proseguono, "potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose, o che sono atei". Ancora, la Corte "non e' in grado di comprendere come l'esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che puo' essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che e' essenziale per la conservazione di una 'societa' democratica' cosi' come e' stata concepita dalla Convenzione (europea dei diritti umani, ndr), un pluralismo che e' riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana". "L'esposizione obbligatoria di un simbolo di una data confessione in luoghi che sono utilizzati dalle autorita' pubbliche, e specialmente in classe, limita il diritto dei genitori di educare i loro figli in conformita' con le proprie convinzioni - concludono i giudici della Corte europea dei diritti umani - e il diritto dei bambini di credere o non credere. La Corte, all'unanimita', ha stabilito che c'e' stata una violazione dell'articolo 2 del Protocollo 1 insieme all'articolo 9 della Convenzione". Il ricorso a Strasburgo era stato presentato il 27 luglio del 2006 da Solie Lautsi, moglie finlandese di un cittadino italiano e madre di Dataico e Sami Albertin, rispettivamente 11 e 13 anni, che nel 2001-2002 frequentavano l'Istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre. Secondo la donna, l'esposizione del crocifisso sul muro e' contraria ai principi del secolarismo cui voleva fossero educati i suoi figli. Dopo aver informato la scuola della sua posizione, la Lautsi, nel luglio del 2002, si e' rivolta al Tar del Veneto, che nel gennaio del 2004 ha consentito che il ricorso presentato dalla donna venisse inviato alla Corte Costituzionale, i cui giudici hanno stabilito di non avere la giurisdizione sul caso. Il fascicolo e' quindi tornato al Tribunale amministrativo regionale, che il 17 marzo del 2005 non ha accolto il ricorso della Lautsi, sostenendo che il crocifisso e' il simbolo della storia e della cultura italiana, e di conseguenza dell'identita' del Paese, ed e' il simbolo dei principi di eguaglianza, liberta' e tolleranza e del secolarismo dello Stato. Nel febbraio del 2006, il Consiglio di Stato ha confermato questa posizione. Di qui la decisione della donna di ricorrere alla Corte europea di Strasburgo. I sette giudici autori della sentenza sono: Francoise Tulkens (Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto (Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras Sajo' (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia).

 

Artemisia dixit alle ore 20:36 | link | commenti (4)
categorie: polemiche varie


martedì, 03 novembre 2009

[Il poeta]

La vostra affezionatissima questa settimana sarà in vacanza e non sa quanto spesso aggiornerà il blog. Nel frattempo vi lascio in buona compagnia, con le Tartarughe Ok!
poeta1
poeta 2

 

Artemisia dixit alle ore 00:00 | link | commenti (8)
categorie: tartarughe ok


lunedì, 02 novembre 2009

[Serse]

Riguardando il film 300 mi è venuta voglia di fare una piccola ricerca sugli usi e costumi di Sparta e Persia. Ho scoperto che il re persiano Serse era talmente pazzo da flagellare l'ellesponto (lo stretto dei Dardanelli).
Una vera e propria punizione corporale, che Serse inflisse al tratto di mare dell'Ellesponto, "colpevole" di avere distrutto il ponte di barche che Serse andava realizzando sullo stretto.

Così Erodoto racconta l'episodio:
« Serse, venutone a conoscenza, infuriato con l'Ellesponto, ordinò di infliggergli trecento fustigate e l'imposizione di due ceppi. Mi è stato pure detto che inviò dei marchiatori perché bollassero a fuoco l'Ellesponto. Ordinò poi che, mentre lo fustigavano, gli fossero rivolte le seguenti barbare, offensive parole: "Acqua proterva, il tuo signore ti infligge la pena, perché tu hai osato offenderlo senza averne ricevuta alcuna offesa. Il Re Serse ti guaderà, contro il tuo volere, proprio tu, fiume melmoso e salmastro, cui nessuno, com'è giusto che sia, offre sacrifici" »

 

Artemisia dixit alle ore 00:01 | link | commenti (4)
categorie: nani e ballerine


giovedì, 29 ottobre 2009

[Facebook per i morti]

Non poteva esserci notizia più appropriata in vista del giorno dei morti...Ebbene sì, da oggi i cari estinti avranno una tomba anche virtuale.
Ecco la notizia da "Il fatto quotidiano":

27 ottobre 2009
Il tema non è facile da affrontare. Eppure è utile farlo, perchè Internet e i social network sono ormai parte integrante di tutta la nostra vita. La domanda che si è posto lo staff di Facebook è la seguente: quando una persona cara viene a mancare, cosa succede al suo profilo? Il tema non è affatto frivolo, né tanto meno offensivo per chi conserva il ricordo di una persona scomparsa. La domanda appare inevitabile: In Italia sono oltre dieci milioni gli iscritti al social network e in vari episodi di cronaca è stata raccontata la vita di una persona scomparsa, e l'affetto dei suoi cari, anche tramite i messaggi lasciati sulla pagina personale: senza regole tale situazione può prestarsi ad intollerabili abusi. La decisione di Facebook, in questo senso, appare saggia ed equilibrata. Né da notizia sul blog FB, Max Kelly, che racconta come siano arrivati a questa decisione dopo la scomparsa, in un incidente stradale, di un collega appena entrato nel team di Facebook: “Abbiamo pensato di dare l'opportunità, a chi lo vorrà, di 'memorizzazione' un profilo - scrive Kelly - La bacheca diventerà un luogo dove potranno essere salvati e condivisi tutti i ricordi che ci legano a chi ci ha lasciato. Quando un account viene 'memorizzato' - aggiunge - tutte le informazioni sensibili (come aggiornamenti di status e informazioni di contatto) vengono eliminate e nessuno che non sia autorizzato dalla famiglia, o dagli amici che la famiglia indica, potrà visualizzare il profilo e lasciare un ricordo”. Gli utenti si dicono d’accordo con questa decisione. Ma non manca qualche critica. “L'ultima cosa che mi verrebbe in mente dopo un lutto è di avvertire FB” è il commento di un utente.
da Il Fatto Quotidiano n°27 del 30 ottobre 2009

 

Artemisia dixit alle ore 13:25 | link | commenti (4)
categorie: varie dal web


domenica, 25 ottobre 2009

[Montalto di Castro: il paese complice]

Maremmaoggi.it, in seguito alla vicenda di Montalto di Castro, ha pubblicato la lettera di una lettrice stufa di sentire dire che il suo "è un paese di trogloditi, governato da trogloditi". La lettrice scrive:

"Premetto che in nessun atto del Comune di Montalto di Castro si parla di un contributo finalizzato al pagamento delle spese legali dei minori indagati. É un contributo, per altro sotto forma di prestito, a famiglie in condizioni di disagio economico. Erogato con i pareri e dietro verifica dei servizi e degli uffici preposti!"
 
Prima di tutto occorre precisare che non si tratta di famiglie "a caso"; ma di quelle degli stupratori.  E del resto come lo stesso Carai ha affermato pubblicamente, in un'intervista al Corriere: "Tutto è partito da una richie­sta dei servizi sociali. Quei sol­di non servono per il processo, ma per il reinserimento dei ra­gazzi". Insomma lo stesso sindaco ammette di avere avuto intenzione di elargire soldi a quegli otto stupratori: se il Corriere avesse diffuso un'affermazione inventata di sana pianta ci sarebbe già stata una smentita ufficiale. Invece niente.

Per finire, vorrei aggiungere alcune considerazioni, alla luce di tante dichiarazioni rilasciate ai media da gente ignorante  che difende gli otto violentatori, accusando la ragazzina di essere una "scostumata".
Se anche la vittima  fosse stata  una prostituta, che cosa vuol dire? Una violenza sessuale non può trovare alcuna giustificazione. Solo una bestia può dissentire.
Infine, se è vero che gli abitanti di Montalto di Castro non sono  tutti "trogloditi", perchè non leggo una sola dichiarazione di qualcuno che si schieri dalla parte della ragazzina violentata?! Ci saranno delle persone civili in quel paese, mi piacerebbe sentire anche la loro voce.

Comunque, su Facebook il gruppo nato per chiedere al Pd di estromettere il sindaco di Montalto
fino ad ora conta 475 membri e aumentano sempre di più. Spero che la ragazzina lasciata sola da Montalto sappia che ci sono tante persone al suo fianco.

 

Artemisia dixit alle ore 15:47 | link | commenti (5)
categorie: cose serie


sabato, 24 ottobre 2009

[Il potenziale violentatore di Montalto di Castro]

Vittorio Bricca. Ricordatevi bene questo nome: è il nome di un potenziale violentatore. Si tratta di un  pensionato settantenne di Montalto di Castro che ha dichiarato al Corriere: «Avessi avuto diciassette anni, mi sarei messo in fila e anch’io sarei andato con quella». "Quella" sarebbe la ragazzina violentata a Montalto di Castro da otto coetanei vergognosamente difesi da un paese complice. Credo che il nome di Vittorio Bricca debba essere ricordato da tutti. Non ha giustificazioni per avere affermato che avrebbe violentato una ragazzina: deve pagare. Le forze dell'ordine dovrebbero fare il loro lavoro e prendere provvedimenti contro un potenziale criminale per apologia di reato.

 

Artemisia dixit alle ore 00:00 | link | commenti (3)
categorie: cose serie


mercoledì, 21 ottobre 2009

[Ora di religione a senso unico]

Si parla tanto di ora di religione islamica. Perché? La verità è che l'ora di religione islamica non dovrebbe servire, perchè non dovrebbe esistere un'ora di religione legata a una specifica religione. Perchè parliamo di ora di religione e non di religioni? A scuola si insegna unicamente la religione cattolica, perché questo prevedono i programmi didattici. Però l'Italia non è un paese cattolico, bensì laico.  Purtroppo è un problema di cui dobbiamo ringraziare Mussolini. Nel 1923 l'insegnamento religioso divenne obbligatorio nelle scuole elementari. Con il concordato del 1929 si introdusse l’ora di religione anche nelle scuole medie e superiori. Da allora ben poco è cambiato e la religione cattlica continua a essere insegnata nelle scuole. Ma cosa può fare chi non intende frequentare la famigerata ora di religione?
Vi consiglio di seguire
i consigli dell'Uaar:

1- Frequentare attività alternative. Nella pratica è fattibile solo laddove sono istituite, ovvero in pochissime realtà. È tuttavia un diritto pretendere che siano organizzate, diritto a cui genitori e studenti interessati non dovrebbero mai rinunciare.
2- Dedicare l’ora allo studio di altre materie. Anche qui, teoricamente può avvenire col supporto di altri insegnanti, di fatto non disponibili perché impegnati in altre classi. E resta comunque il problema di reperire un luogo adatto allo scopo.
3- Uscire dalla scuola. Non vi è infatti alcun obbligo di frequentare l’ora alternativa, come è stato autorevolmente sancito nel 1989 dalla Corte Costituzionale con la
sentenza n. 203 (sentenza fondamentale, perché sancì il supremo principio costituzionale della laicità dello Stato).

Insomma ricordate, se non volete frequentare l'ora di religione potete: pretendere che si realizzino altre attività, studiare altre materie o uscire da scuola, in accordo con i genitori.
L'Uaar mette a disposizione materiali di studio alternativi, per chi è interessato,
scaricabili online.

 

Artemisia dixit alle ore 00:00 | link | commenti (8)
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martedì, 20 ottobre 2009

[Il sindaco che aiuta gli stupratori di Montalto è in lista alle regionali]

Nel 2007 una ragazzina di 14 anni venne stuprata a turno da otto coetanei a Montalto di Castro, in Lazio. Il sindaco, del Partito democratico, Salvatore Carai, stanziò 20mila euro (prelevati dalle casse comunali; cioè soldi pubblici) per pagare la difesa agli otto stupratori. Due anni dopo, gli aguzzini della ragazzina non hanno pagato per l'atroce violenza; il processo è stato sospeso fino al 2012 e gli otto sono stati "messi in prova". Insomma, per due anni, i violentatori saranno affidati ai servizi sociali e sottoposti a un programma di osservazione. Se l'esito della messa in prova sarà positivo, il tribunale dei minori dichiarerà "estinto il reato". Insomma, niente galera, nessuna pena.

E il sindaco che pagò i ventimila euro? E' ancora lì a occupare la sua poltrona, non solo: Salvatore Carai ora è candidato nella lista regionale delle primarie del Pd per la mozione Bersani-Mazzoli.

Mi chiedo: perché nessuno ha ancota diffuso nomi e cognomi degli otto stupratori? Anche se sono minorenni, non dovrebbero essere tutelati! Le persone dovrebbero avere il diritto  di sapere i nomi di chi commette simili atrocità.  

Per finire, c'è qualcosa che possiamo fare: chiedere al PD di prendere provvedimenti contro questo sindaco. Una persona capace di simili decisioni non può continuare ad avere un ruolo politico: è doveroso che consegni le sue dimissioni. Se volete unirvi, c'è un gruppo su Facebook: speriamo che il Pd ci ascolti.

 

Artemisia dixit alle ore 00:00 | link | commenti (4)
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mercoledì, 14 ottobre 2009

[La classifica del sex appeal: Berlusconi dopo il Togo]

Copio questo articolo tratto da Repubblica.it. Berlusconi è al 62esimo posto tra i leader ritenuti più sexy... Dannata stampa comunista! Si può però consolare: il papa è al penultimo posto... Yulia Timoshenko, dell'Ucraina, merita il primo scalino del podio per la pettinatura.


I leader più sexy del pianeta: Berlusconi è tra il Togo e il Kirghizistan

Nella classifica di Hottestheadofstate domina la premier ucraina Tymoshenko, secondo il norvegese Stoltenberg


Yulia Timoshenko
Sarà il miglior primo ministro italiano degli ultimi 150 anni (autodefinizione) e un tombeur de femmes di prima categoria (sempre un'autodefinizione), ma secondo la classifica di Hottest head of State, che mette in lista i leader (presidenti, primi ministri, regnanti) più sexy del pianeta, Silvio Berlusconi si guadagna una deludente 65ma posizione, subito dopo il presidente del Kirghizistan Kurmanbek Bakiyev e appena prima del presidente del Togo Faure Gnassingbé il quale (accidenti!) è pure parecchio abbronzato (citazione). E poi dicono che non è vero che la stampa estera «sputtana il premier» (citazione)...

LISTA - Va bene la prima posizione del primo ministro dell'Ucraina, Yulia Tymoshenko: inattaccabile, anche se il sito potrebbe usare foto più recenti di 25 anni fa, cosa che vale anche per la presidente argentina Cristina Kirchner al quinto posto. Va bene anche la seconda piazza, e primo degli uomini, del premier norvegese Jens Stoltenberg, che pare un attore di Hollywood. Anche sulla medaglia di bronzo del re del Bhutan, Jingme Khesar Namgyel Wangchuck, niente da dire: solo il nome la meritava. Anche arrivare dietro Obama (15mo) e Putin (18mo) in canottiera che sembra Marlon Brando in Fronte del porto ci può stare, ma 65mo... Dietro Sarzoky (28mo) e Manny Mori (34mo) presidente della Micronesia (la Micronesia!), Jóhanna Sigurdadóttir (47ma) presidente dell'Islanda e primo capo di governo al mondo dichiaratamente omosessuale, ma dietro Ahmadinejad (48mo): questo è inaccettabile. Dietro Ahmadinejad con i suoi giubbini anni Settanta da discount proprio no.

ULTIMO - C'è però anche qualche soddisfazione per l'Italia: Berlusconi lascia alle sue spalle il neo-olimpico presidente del Brasile Lula (67mo), il premier britannico Gordon Brown (84mo), il caudillo venezuelano Hugo Chavez (97mo), il re di Spagna Juan Carlos (101mo) e frau Angela «Cucù» Merkel cancelliera della Germania (109ma). In ultimissima e 172ma posizione il «caro leader» nordcoreano Kim Jong-il che precede Papa Benedetto XVI (ma che ci fa Ratzinger in classifica?). E per fortuna che la Rep. Ceca ha cambiato primo ministro: ora c'è Jan Fischer (solo 167mo), se invece ci fosse stato ancora Mirek Topolanek, con quello che si è visto a Villa Certosa il primo posto non gli sarebbe sfuggito.

 

Artemisia dixit alle ore 00:00 | link | commenti (14)
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