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    martedì, 13 maggio 2008

    [Cultura]

    Ecco alcune poesie di Sandro Bondi, dedicate alle persone che stima. Se questo è un ministro ai Beni culturali...
     
    A Walter (Veltroni)
    Tenero padre
    madre dei miei sogni
    Anima ulcerata.
    Figlio mio
    Ritrovato

    A Giuliano (Ferrara)
    Antro d'amore
    Rombo di luce
    Parole del sottosuolo
    Fiume di lava
    Ancora di salvezza

    A Veronica (moglie di Berlusconi)
    Bellezza del soccorso
    sensuale ironia
    vigore dell'amore
    intrepida solitudine

    A Gabriella (sua moglie)
    Dolcissimo Padre
    Amore unico
    Corazza dello spirito
    Roccia di lava
    Anima fuggitiva

    A Francesco (suo figlio)
    Mi calmavi
    fingendo di dormire
    Sembravi tranquillo
    ma ti asciugavi
    le lacrime
    Padre di tuo papà
    come sarà
    nel momento dell'addio
    Ma ecco la migliore di tutte:
    A Silvio

    Vita assaporata
    Vita preceduta
    Vita inseguita
    Vita amata
    Vita vitale
    V
    ita ritrovata
    Vita splendente
    Vita disvelata
    Vita nova

     

    Artemisia dixit alle ore 00:01 | link | commenti (19)
    categorie: nani e ballerine

    lunedì, 12 maggio 2008

    [Il padrino]

    Ecco un nuovo video firmato da me e Lario3 (che vi offre l'anteprima qui sotto). Questa volta il Craken veste i panni di Don Vito Corleone. Buona visione!

     

     

    Artemisia dixit alle ore 00:00 | link | commenti (14)
    categorie: film fatti male

    giovedì, 08 maggio 2008

    [La nuova squadra]

    Sandro Bondi alla cultura...

    Ho detto tutto.

     

    Artemisia dixit alle ore 00:02 | link | commenti (36)
    categorie: nani e ballerine

    mercoledì, 07 maggio 2008

    [I casi umani della musica]

    X Factor è l'apoteosi della decadenza di tutta la cultura contemporanea.
    Simona Ventura che accumula cerone ad ogni puntata sembra un clown con la scollatura sempre più bassa; il trionfo della plastica. A volte non le si vedono nemmeno le sopracciglia, tanto è truccata.
    Più inguardabile di lei è solo Morgan; una macchietta che cerca di darsi un tono con le sue citazioni colte che colte non sono, ma solo poco meno popolari di Britney Spears. Ma non stupisce, da uno che se non ci fosse stato Fabrizio De Andrè non avrebbe saputo dove razzolare per farsi conoscere. In trasmissione, sia lui che Simona Ventura propongono artisti di bassa lega: lei, che non capisce niente di musica, pesca tra gente degna di presenziare al pianobar di qualche festa dell'Unità, lui sceglie solo gruppi vocali a cappella. Saranno anche interessanti, ma chi è che comprerebbe un loro album?
    La più competente della situazione dovrebbe essere Mara Maionchi, che riesce a infilare almeno una volgarità in ogni frase che pronuncia. Invece di un'impresaria sembra una camionista burina. Di fronte a cotanta arte, Facchinetti sembra pure intelligente. E' tutto talmente orrendo che non posso più smettere di vederlo!

     

    Artemisia dixit alle ore 00:00 | link | commenti (24)
    categorie: musica, spazzatura televisiva

    martedì, 06 maggio 2008

    [Mostri]

    Rudolf Mayer, l'avvocato dell'uomo che ha segregato e violentato per 24 anni la figlia da cui ha avuto sette bambini sostiene che il suo cliente è un "uomo con disturbi emotivi". L'avvocato  ha detto che sarà difficile per Josef Fritzl poter avere un processo imparziale a causa dell'attenzione avuta dai media per la storia. 

    Ma come può un essere umano accettare di difendere un simile criminale? A questo si arriva per foraggiare il conto in banca? Che squallore. Nel frattempo la figlia-nipote del violentatore sta morendo e quell'essere ignobile viene tenuto isolato in carcere perché gli altri detenuti non lo prendano, giustamente, di mira. Un trattamento di tutto riguardo, insomma. Al giorno d'oggi

    Al giorno d'oggi, Hitler sarebbe scagionato per infermità mentale.

    Certa gente non dovrebbe avere diritto alla difesa.

     

    Artemisia dixit alle ore 00:00 | link | commenti (21)
    categorie: cose serie

    lunedì, 05 maggio 2008

    [Il Craken come Kafka]

    Ahimè, il weekend è finito! Anche per il craken , che si rimette al lavoro interpretando un grande classico della letteratura: parlo della Metamorfosi di Franz Kafka! Qui lo vedrete in una delle sue prove più lynchane. Il film come sapete vede alla regia la vostra affezionatissima insieme a Lario3, che ha firmato l'anteprima qui sotto. Mi sembra che questa sia una delle migliori interpretazioni del craken.

    Buona visione!

     

     

    Artemisia dixit alle ore 00:01 | link | commenti (15)
    categorie: film fatti male

    sabato, 03 maggio 2008

    [Catena]

    Fioredicollina mi ha coinvolto in una nuova catena... Potevo esimermi? No di certo!

    Ecco il regolamento:
    - indicare il link di chi vi ha coinvolti
    - inserire il regolamento del gioco sul blog
    - citare sei cose che vi piace fare...
    - coinvolgere altre sei persone
    - comunicare l'invito sul loro blog

    Veniamo a noi! Ecco sei cose che mi piace fare. Ometto le solite cose (tipo leggere, andare al cinema, fare shopping, ecc.)

    1- Postare

    2 - Fare aperitivi nei bar dove è possibile scroccare salatini e pizzette a volontà

    3 - Dormire fino a tardi

    4 - Guardare film brutti comprati a un euro alla Comet per poi demolirli sul blog

    5 - Guardare Beautiful

    6 - Andare con Lario3 a nutrire le bestie (le chiamiamo così) al parco

    Non so chi nominare... Tanto lo so benissimo che nessuno vuole portarla avanti. Se qualcuno comunque lo desidera, la faccia pure! :)

     

    Artemisia dixit alle ore 19:29 | link | commenti (8)
    categorie: varie dal web

    giovedì, 01 maggio 2008

    [Chi predica bene razzola male]

    Da Corriere.it

    Redditi sul Web, Grillo: «È una follia»
    Ma tra il popolo dei "grillini" è bufera

     

    MILANO- Grillo Giuseppe. Data di nascita: 21 luglio 1948. Reddito di lavoro autonomo dichiarato nel 2005: 4.272.591. Imposta netta: 1.823.010. Carta, anzi Web canta. I redditi degli italiani finiscono online e la curiosità patrimoniale dei cittadini non risparmia nessuno. Dal vicino di casa al politico, ai vip. Nel calderone anche il comico genovese, che vanta per il 2005 un reddito di tutto rispetto. E che dalle pagine multimediali del suo blog non lascia passare inosservato il polverone sollevato dalla scelta presa e difesa dal viceministro uscente Visco.

    «UNA FOLLIA» - «Follia, questa è follia» scrive Grillo, riferendosi a quanto deciso dalla agenzia delle entrate. «Gli è stato suggerito dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita. Padoa Schioppa e Visco, con la benedizione di Prodi e del centro sinistra unido che mai sera vencido, hanno eseguito» prosegue il comico genovese, secondo il quale «dopo l’indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l’indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso - scrive - meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento». Secondo Grillo infatti con la pubblicazione online dei redditi «i rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell’agenzia delle entrate. I nullatenetenti e gli evasori non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato, rapinato».

    LA RIVOLTA DEI "GRILLINI"- Grillo fa la sua proposta: «Inviamo una mail al prossimo ministro dell’Economia Giulio Tremonti perché ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l’accesso a chiunque di dati sensibili privati» e annuncia: «Nei prossimi giorni cercherò di capire chi è l’ispiratore di questa schifezza. È giusto che tutti lo vengano a sapere e che risponda delle eventuali». Ma il post non riscuote tra gli affezionati sostenitori del comico il solito successo. E così tra quanti hanno commentato il post «La colonna infame» c'è per esempio chi si domanda come mai «prima Grillo dice che bisogna mettere tutto sulla rete e ora invoca il nemico Tremonti perche ciò non accada». O chi più semplice afferma «Questo post puzza» e si chiede «Cosa c'e dietro?». E poi ancora chi con disincanto domanda: «Voi che rimanete a bocca aperta davanti al reddito di Grillo ma non lo sapevate? Pensavate fosse senza un soldo?». Molti quelli che chiedono che il post venga tolto dalla pagina, pochi quelli che difendono il comico genovese («Beppe ha completamente ragione, le dichiarazioni debbono rimanere segrete, fatevi i cavoli vostri. Spero di essere stato esaustivo. Cordialità»). Diversi gli attacchi diretti al personaggio: «Grillo, ma sarai mica di destra?», oppure: «Penso che Beppe Grillo abbia bisogno di riposo». O ancora: «Ti brucia il cu... che si veda quanto guadagni, San Paladino dei Precari?». E c'è anche chi con ironia prova a spiegare il perché di un intervento giudicato dai più in controtendenza rispetto agli altri: «Da buon genovese - si legge in un commento - Grillo dimentica tutto il resto quando si tratta di soldi».

     

    Artemisia dixit alle ore 00:11 | link | commenti (28)
    categorie: varie dal web

    mercoledì, 30 aprile 2008

    [Renato Schifani il presidente "incostituzionale"]

    Complimenti, Berluscones: un presidente del senato migliore non potevate proprio trovarlo, neanche impegnandovi con tutte le forze.

    Renato Schifani è il nuovo presidente del Senato. Un presidente che propose una legge vergognosa, poi dichiarata incostituzionale. Parlo ovviamente del lodo Maccanico- Schifani, che prevedeva, oltre l'improcessabilità per le "alte cariche" politiche,  la licenza ai parlamentari di dire qualunque cosa senza che un cittadino potesse difendersi querelando; la distruzione di prove (intercettazioni) ove comparisse (anche soltanto in terza persona) il nome di un eletto alle camere con immediata entrata in vigore. Una legge fatta su misura per rendere i politici immuni dalla giustizia. Che ripercussioni ebbe la vicenda? Lasciamo che ce lo ricordi Marco Travaglio.

    LODO SCHIFANI
    di Marco Travaglio (14/01/2004)

    Appena atterrato a Fiumicino dopo lungo e meritato riposo, Silvio Berlusconi è stato accolto con gli onori che si devono a uno statista del suo rango. L'accoglienza era a cura della Corte costituzionale, che lo ha restituito al suo status più consono: quello di imputato per corruzione giudiziaria. Ma inspiegabilmente, anziché ringraziare, il Cavaliere non l'ha presa bene. Un atteggiamento stupefacente il suo, se si pensa che in più occasioni il presidente del Consiglio aveva tenuto a precisare che lui con il lodo Maccanico (l'inventore) - Schifani (il copista) non c'entrava nulla. Avevano fatto tutto i suoi cari e il Quirinale. A sua insaputa. Contro la sua volontà. L'avevano costretto a subire quella legge immonda, perché Ciampi insisteva e agli anziani qualche contentino bisogna darlo.

    Ma lui non la voleva. Puntava i piedi. Eroicamente resisteva. Lo confidò al Tribunale di Milano, nelle famose «dichiarazioni spontanee » a puntate. La seconda fu il 17 giugno, il giorno prima dell'approvazione definitiva del Lodo. Ai giudici che preparavano le valigie per chiudere bottega, rivelò: «Al Lodo non ho dato un parere positivo, perché ritengo che non debba esserci ombra su chi rappresenta il governo del Paese in Italia e all' estero, ma c'è stata insistenza...». Ecco: voleva essere processato regolarmente, ma qualcuno premeva per quel maledetto Lodo. Lui contava di resistere a quelle pressioni, almeno sino al termine del suo processo. E chiedeva di tornare in tribunale il 25 giugno: «Ho guardato nella mia agenda, garantisco che il 25, qualunque cosa succeda, io sarò a disposizione anche per fissare eventualmente altre udienze».

    Poi, purtroppo, cedette. Quella stessa notte, cogliendolo nel sonno, gli approvarono il Lodo a tradimento. Nemmeno un franco tiratore (nemmeno lui). Così, il 25, non potè tornare al processo come avrebbe tanto desiderato: per la semplice ragione che il processo era abolito per legge. Qualche maligno ipotizzò che il Cavaliere avesse cambiato idea, sentendogli dire che «con il Lodo l'Italia si è messa in linea con le altre democrazie europee, ponendo un limite all'uso di armi improprie contro la sovranità popolare » e che «questa è la fine del mio calvario». Ma fu lui stesso a tacitare le malelingue, rivelando alla radio francese "Europe 1" che «io con questo Lodo non c'entro: è stata un' iniziativa autonoma del Parlamento, sostenuta dal presidente della Repubblica» (30 giugno). Tre secondi dopo il portasmentite Paolo Bonaiuti, reduce da una chiamata dal Quirinale, dovette rettificare: «A questa proposta il Presidente della Repubblica è ovviamente estraneo, come in realtà è estraneo a tutte le iniziative legislative».

    Era uno scherzo di quel burlone del premier, visibilmente amareggiato per quel Lodo così indigesto. Poi la palla passò alla Corte costituzionale, dove in novembre Marcello Pera rese una strana visita al presidente. Forse per farsi portavoce dei desiderata del Cavaliere, cioè per chiedere di bocciare il Lodo. Purtroppo però, dai primi boatos di corridoio, pareva che la Consulta si apprestasse a promuoverlo. La cosa addolorò di molto il premier, che esternò tutta la sua delusione a Bruno Vespa per il suo ultimo libro: «Non ritengo probabile una decisione negativa della Corte costituzionale sul Lodo Maccanico» (14 novembre). E una lacrima densa di fard rigò il suo volto affranto. Lui che voleva a tutti i costi affrontare la pugna in campo aperto, costretto dal destino cinico e baro a svignarsela per emendamento. Ieri finalmente la Corte gli ha risparmiato l'estrema figuraccia, riportandolo di peso in tribunale. E dando ascolto al suo disperato appello del 17 giugno («Ritengo che non debba esserci ombra su chi rappresenta il governo del Paese in Italia e all'estero»). Se davvero aveva fatto tutto Ciampi, oggi dovrebbe protestare Ciampi. Invece, curiosamente, protestano gli amici e gli avvocati di Berlusconi. Che strano. Strilla persino Carlo Taormina: «Comunisti maledetti!». È lo stesso che il 27 maggio scorso aveva dichiarato: «Diciamolo una buona volta: questo lodo Maccanico non servirà a niente ed è pure incostituzionale. Le prese di distanze di Pecorella da Previti sono state un pessimo servizio al premier: se Previti è colpevole, allora anche Berlusconi lo è». Che strano tipo: ora che la sua tesi viene consacrata dalla Consulta, anzichè ringraziare, ulula. Più comprensibile il cordoglio di Renato Schifani, che entra di diritto nell'esclusivo club degli autori di leggi ufficialmente incostituzionali: Fronte del Riporto va a tener compagnia a Mammì (tv), Biondi (salvaladri), Maccanico (tv), Gasparri (tv), Castelli (Eurojust). Sono soddisfazioni. E all'allegra brigata potrebbero unirsi gli autori della controriforma del falso in bilancio, tuttoggi al vaglio della Consulta e dell'Alta Corte europea. Se cadesse anche quella, addio prescrizioni per il Cavaliere nei processi Lentini, All Iberian e Fininvest. Nell'attesa, riparte lo stralcio Sme-Ariosto. Unico imputato, il Cavaliere. Neutralizzata la legge sulle rogatorie, polverizzata la Cirami, sderenato il Lodo, l'ultima speranza di farla franca è legata alle precarie condizioni del palazzo di giustizia di Milano, che ogni giorno perde un pezzo. Ecco: si potrebbe abbatterlo a cannonate. O, in alternativa, pregare che crolli. Don Gianni Budget Bozzo sta organizzando un torneo di rosari.

     

    Artemisia dixit alle ore 00:01 | link | commenti (20)
    categorie: politica da bar

    martedì, 29 aprile 2008

    [Signori benpensanti, spero non vi dispiaccia]

    E' successa una cosa umanamente inconcepibile, sconcertante, disgustosa: un mostro, in Austria, ha violentato la figlia per 24 anni tenendola prigioniera in una cantina.

    Sono notizie come questa che hanno cambiato la mia posizione sulla pena di morte. Una volta ero contraria. Ma è facile dire di essere contrari. Ora mi sono semplicemente resa conto che la vita di chi commette un crimine sessuale non è equiparabile a quella delle altre persone.

    Il ragionamento è molto semplice: una società deve agire in modo da perseguire il bene comune. I pedofili e i violentatori che affollano le galere sono mantenuti con i soldi dello stato. Pensate solo quanto può costarci un ergastolano. Con gli stessi soldi che vengono impiegati per prolungare il loro soggiorno su questa valle di lacrime si potrebbero invece finanziare programmi di recupero per le vittime degli abusi.
    Lo so, direte che è un ragionamento fascista. Ma pensateci bene. 

    Se voi poteste scegliere di dare i vostri soldi allo stato per mantenere un violentatore o un pedofilo, chi sgancerebbe un centesimo?

    Sono sicura che se tutti potessero scegliere, questa feccia verrebbe lasciata morire di fame. Io senz'altro non darei nulla. Quindi non posso dire di essere contraria alla pena di morte, perché, come insegna Ponzio Pilato, lavarsene le mani è lo stesso che armare un boia.

    E voi? C'è qualcuno che, potendo scegliere, sarebbe davvero disposto a dare un soldo?

    Se la risposta è no, è ora di abbandonare il buonismo. Benvenuti nel magico mondo dell'intolleranza.

     

    Artemisia dixit alle ore 00:00 | link | commenti (26)
    categorie: cose serie